lunedì 24 febbraio 2014

Se un pomeriggio d'inverno un pendolare

Salgo a fatica sul solito treno del venerdì sera, stipato di lavoratori e lavoratrici pendolari, stanchi/e di una settimana che per me finirà martedì prossimo visto che il commercio non conosce riposo, che siamo sempre tutti di corsa, che occorre comprare anche la domenica. Cerco un angolo, rassegnato, per fare l'ennesimo viaggio in piedi, la latrina del treno è rotta, c'è un pesante tanfo d'urina, il pavimento è bagnato. Non ci pensare, mi dico, non ci pensare. Sono solo venti minuti di viaggio. Venti minuti che diventano quaranta al giorno, e spesso si triplicano quando i treni sono in ritardo per scioperi, perché le carrozze sono state preparate in ritardo, per rotture varie o perché qualcuno ha deciso di buttarcisi sotto, perché forse non sopportava più il peso della vita o voleva semplicemente farla finita. Trovo il mio angolo cercando di dare meno fastidio possibile agli altri passeggeri, sono triste oggi, non ci posso fare niente. Davanti a me c'è una signora che mi guarda come se le stessi rubando l'aria, a fianco a me un ragazzo che ogni tre secondi si assicura che il suo pene sia ancora al suo posto. Il treno parte e io, che di solito mi proteggo dal mondo piantando gli occhi su un libro e sparandomi nelle orecchie qualche insulsa canzone commerciale, sono certo che non penserò a nulla. Sono troppo stanco e anche un po' amareggiato per pensare, l'unica cosa che voglio è staccare la spina.
E invece eccola la mia riflessione, mi investe come una slavina ma non mi fa male, mi fa sorridere. Ci sono un ragazzo e una ragazza, appoggiati l'uno accanto all'altra, non si conoscono, guardandoli così penso che avranno più o meno la stessa età. Leggono entrambi ma lo fanno in modo completamente diverso. Il ragazzo ha in mano un lettore ebook di ultima generazione, un oggettino davvero interessante, ci stanno tutti i libri del mondo lì dentro e non ti occupano spazio fisico. Il ragazzo scorre le pagine con il dito, l'intensità della sua lettura è identica a quella della ragazza ma la prima cosa che mi viene in mente è che non riesco a vedere il titolo del libro. Per sapere cosa sta leggendo quel ragazzo, io che sono malato e libraio, dovrei chiederglielo, interrompere la sua lettura, sconfiggere la mia timidezza, disturbarlo e forse lui sarebbe pure gentile nel rispondermi ma spezzerei l'incanto della sua lettura. Poi penso a una cosa che avevo letto on line, un mio contatto su Facebook, mi sembra, perché sarò pure un libraio solitario e rompiscatole, ma la tecnologia la uso pure io. Quel contatto mi aveva fatto notare che l'ebook è comodo, certo, ma non potrebbe (non per ora almeno) riprodurre, per esempio, la magia di un libro pop-up.
La ragazza invece tiene in mano un libro cartaceo, è un vecchio libro con le pagine ingiallite, le sfoglia lentamente, inconsciamente penso si tratti del Piccolo principe, non so perché, ho visto una vecchia edizione e il primo titolo che mi è venuto in mente è stato quello. Mi sono spostato un po' a sinistra per scorgere la copertina con la signora di prima che continuava a guardarmi come se il suo viaggiare scomoda e in piedi fosse colpa mia. Non era il piccolo principe, era Il signore delle mosche di William Golding, una vecchissima edizione e ancora una volta mi sono ritrovato a fare due riflessioni. La prima è che questa società è piena di aerei che cadono e di isole deserte. La seconda mi ha riportato a uno stato più intimo e per quel pensiero sono stato grato a quella ragazza che non conosco ma della quale conosco una delle letture. Il suo libro era così vecchio e malridotto che ho pensato lo avesse acquistato in una bancarella o, magari, trovato in un angolo polveroso della casa o ancora lo aveva ricevuto in regalo o in eredità.
Ed ecco la seconda riflessione: i libri sono un lascito alle nuove generazioni. Sono un lascito culturale e materiale. Ho pensato ai libri che ho ricevuto in eredità da parte di persone che ora non esistono più. È rimasto il loro ricordo, sono rimasti i loro libri. Carta ingiallita, copertine consumate, piccoli appunti a margine di momenti che non ho mai vissuto, sottolineature garbate e chissà cosa hanno significato quelle frasi per quelle persone che hanno fatto parte di una vita prima della mia.
I libri sono un lascito.
Ed io sono un feticista. Non c'è che dire. Ho bisogno di sentirla addosso la carta, di vedere i libri sugli scaffali, per terra, ammucchiati sul tavolo, negli angoli, con la gatta che ci dorme sopra. E ho pensato che se sono vivo lo devo anche alle tante storie che ho trovato nei libri, quelle storie che hanno fatto di un ragazzo fragile un uomo forse insicuro e apprensivo ma con la consapevolezza di aver appreso qualcosa da qualcuno che un bel giorno ha deciso di riversare il proprio mondo su una pagina.
Non è una gara fra ebook o libro cartaceo, lascio queste cose ai cultori delle guerre e delle contrapposizioni. Non ho nulla contro l'ebook, non lo considero il male.
Ma l'ebook non lascia un'eredità emozionale, non è isola di carta, non ha odore o consistenza.
I due ragazzi hanno continuato a leggere i loro libri.
Non saprò mai cosa stava leggendo lui.

14 commenti:

  1. Ottima riflessione che condivido, io da feticista della musica faccio lo stesso ragionamento e continuo a comprare cd (e prima o poi anche vinili), e dico NO ad iTunes.
    E ovviamente non ho un ebook reader.

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  2. Carta. Albero. Morte.

    Non riesco più a comprare una rivista senza poi sentirmi in colpa quando, finito di leggerla, va a finire nel bidone del riciclo.
    I libri li compro, sì, ma solo i volumi che so che sarò poi orgogliosa di esporli negli scaffali; la maggioranza invece li scarico da internet.

    Può essere bello quanto vuoi leggere sulla carta e godersi il profumo e la consistenza, ma questa abitudine non è più eco-sostenibile.

    Punto.

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    1. Sono sempre di più le case editrici che usano carta riciclata, ci sono metodi a bassissimo impatto ambientale. Come credi che vengano smaltiti i residui di computer e lettori e book? Guarda stai parlando con un ambientalista, vegetariano quindi...

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    2. Aggiungerei che per i libri esiste un mercato degli USATI in cui trovare un'infinità di meravigliosi libri che spesso non vengono neppure più stampati. è il bello del libro, lo puoi lasciare in eredità, cosa che difficilmente avviene con un lettore e book.

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  3. Da lettrice trovo ottima per lavoro la versione elettronica specie online, ma pessima per letture lunghe, continuate o di svago. Questo video mi sembra ancora valido:
    Quanto agli alberi quelli per fare la carta (pioppi in genere) sono piantati apposta. E di energia ne consumano parecchia pure gli ebook, nella produzione e nella manutenzione.

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  4. l'ebook è comodo, certo, ma non potrebbe (non per ora almeno) riprodurre, per esempio, la magia di un libro pop-up. [...] l'ebook non lascia un'eredità emozionale, non è isola di carta, non ha odore o consistenza.

    Bellissime riflessioni! Neanche io ho nulla contro chi legge ebook, ognuno può fare come crede, però tu hai spiegato bene perché io, invece, non riesco ad abbandonare il cartaceo (oltre che per il fatto che continuo per certi versi a trovarlo più pratico, perché l'unica batteria di cui necessito sono i miei occhi - finché reggono). E pazienza se vivo in una cronica crisi di spazio in casa... °_°

    Quanto all'eco-sostenibilità dei cartacei, hai già risposto benissimo tu. La carta è un materiale molto bello, che può riciclarsi tante volte. E il suo smaltimento non ti avvelena (cosa che non si può dire dello smaltimento dei rifiuti elettronici). Dopodiché è purtroppo vero che vengono stampati ogni giorno troppi libri indegni e che rappresentano solo uno spreco di carta.
    Ma a ben vedere neanche la produzione indiscriminata di computer, smartphone, tablet, reader, telefonini, ecc. ai ritmi odierni è ecologicamente sostenibile, eh!

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  5. L'ebook è per quando vado in vacanza: preferisco viaggiare il più leggera possibile, per una questione di comodità.
    Ma se sono a casa preferisco il libro cartaceo.
    Ricordo che quando al liceo studiai I Promessi Sposi, quasi tutti i miei compagni avevano l'edizione nuova, quella consigliata dal professore, io quella di mia mamma (che poi era della nonna), datata 1940 o già di lì (tra l'altro con delle note come dio comanda).
    Monica

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  6. Anch'io leggo gli ebook dove il libro cartaceo "pesa", pure in attesa in coda alla posta.
    Ma se voglio fare un regalo, penso a un libro... non ho ancora mai regalato ebook!
    Carla

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  7. Mi sono quasi commossa, a leggere questo tuo brano. Complimenti davvero, mi hai colpita dritta al cuore. Grazie! (:

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  8. Anch'io uso anche e-book oltre a libri di carta, ma la gioia di prestare un libro a mio nipote tredicenne per trasmettergli le mie passioni, condividere le risate, scoprire di commuoversi alle stesse cose, farlo crescere anche tramite le parole lette prima io è poi tu, portarlo da Geronimo stilton ad harry potter e poi ai libri di fantasy ed ora a camilleri e malvaldi, è impagabile. E sentirgli dire che i miei libri puzzano di fumo mi fa sentire amata. Perché la carta sa di noi, di chi scrive e di chi legge.

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  9. Sai cos'ho trovato "assurdo" nel leggere il tuo post? Che proprio lo stesso giorno in cui tu lo hai pubblicato, io, senza averlo ancora letto, giravo per casa riflettendo esattamente sulla stessa cosa: se incontro in treno qualcuno che legge su un e-reader, come faccio a scoprire cosa sta leggendo?!
    E ti assicuro che io l'e-reader lo uso spessissimo! L'ho acquistato poco più di un anno fa e non riesco più a farne a meno. Leggo molto di più, leggo libri che, probabilmente, non avrei neanche preso in considerazione, perché, diciamocelo, un e-book costa sempre meno di un cartaceo. E, se proprio quel libro non ti è piaciuto, cancellarlo ti farà soffrire meno di quanto ti faccia penare il fatto di dover dar via un cartaceo che, magari, hai pagato 20 euro!
    Ma anch'io sono una curiosona e, quando mi trovo in treno, in metro, in tram, mi piace sbirciare per scoprire cos'hanno tra le mani...e l'e-reader non lo consente!

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  10. Quindi, l'ebook è brutto perchè:
    - non puzza di vecchio,
    - non posso ostentare ciò che leggo (e non so cosa leggono gli altri).
    Per me questi sono grandi vantaggi, poi si può pensarla come si vuole.
    Per quanto riguarda l'eredità, i miei figli avranno una memoria usb (o un account su qualche cloud drive) con i titoli che mi hanno reso ciò che sono. Potranno leggerli, rileggerli e passarli ai nipoti senza paura di perderli durante l'ennesimo trasloco!


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    1. Come dicevo lascio le polemiche ai cultori delle guerre e delle contrapposizioni. Qui nessuno ha criticato l'e book, se è l'unica cosa che hai visto nel post mi dispiace per te. Buona giornata.

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  11. Per quanto patetica e banale mi sono commossa e leggerti mi ha fatto bene.. Hai raccontato con sensibile poesia e cruda realtà un momento che in molti conosciamo purtroppo bene.. Grazie..

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