mercoledì 5 marzo 2014

Scrittori precari

Ho pensato molto alle cose che sono accadute in libreria in queste ultime settimane, non ho ancora un quadro preciso della situazione ma ribadisco il concetto: questo è un mercato in caduta libera, spesso ci sono scelte dirigenziali dal mio punto di vista piuttosto discutibili (in generale, parlo di mercato). Una cosa è certa: il settore librario non se la passa bene. Non se la passa bene per la crisi economica e per quella culturale, non se la passa bene per mancanza di coraggio, di idee, di investimenti e forse anche a causa di un cinismo strisciante che affligge un po' tutti di questi tempi. Le cose cambiano e il lavoro che amavo non esiste più, io, le colleghe e i colleghi cerchiamo di resistere e ci chiediamo giornalmente che senso abbia questo nostro salire sulle barricate. La cultura, ormai, è un concetto astratto e relativo, io continuo a pensare che, come ogni aspetto della vita, la cultura pretenda preparazione. Non importa da dove vieni o quale sia il tuo progetto di vita ma la cultura non può essere sempre qualcosa di approssimativo.
Intanto vi segnalo la chiusura del progetto Scrittori precari perché anche i blog nascono e muoiono e ho pensato che per me sarebbe un dolore chiudere questo blog. Anche se, per come si stanno mettendo le cose, non è da escludere a priori.
Trovate i dettagli della chiusura di Scrittori precari QUI.

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