venerdì 7 marzo 2014

Senza regole (di mercato).



Il mercato è libero, w il mercato.
È passato il concetto che un mercato libero porta benefici ai consumatori ma un mercato senza regole non porta, dal mio punto di vista, benefici a nessuno. Non ne porta alle lavoratrici e ai lavoratori, non ne porta alle/ai commercianti, non ne porta a chi acquista.
Ci siamo abituati, soprattutto in tempo di crisi, a guardare al nostro portafogli ed è normale e giusto così, lo facciamo tutti,  noi abitanti del mondo reale che dobbiamo fare i conti con la quotidianità. Io prima andavo al cinema tre volte a settimana, ora va bene se ci vado una o due volte al mese. Acquistavo DVD, cd, libri, ora ho fatto delle scelte .
Ma il problema, che è un problema spinoso e me ne rendo conto, rimane,  anche se si presta a parecchie interpretazioni.
Faccio esempi pratici perché voglio essere chiaro.
Un’azienda importante del panorama internazionale decide che vuole essere l’azienda leader  in ogni paese. Non entro nel merito, non sono di certo io a dover dire se è giusto o sbagliato. L’azienda studia il mercato, prima di entrare propone di acquistare le aziende importanti, quelle che potrebbero infastidire  la scalata al potere. Le aziende che rifiutano di vendere vengono individuate come aziende da distruggere.
Ovviamente l’azienda , che da qui chiamerò  Alfa, non è sprovveduta e parte con dei punti di vantaggio. Innanzitutto ha trovato il modo di non pagare le tasse sul territorio in cui ha aperto gli stabilimenti o i magazzini, la ragione sociale è in luoghi che possiamo definire “paradisi fiscali”, utilizza manodopera spesso stagionale in luoghi ad alto tasso di disoccupazione imponendo contratti che prevedano il minimo sindacale, tutto il lavoro è organizzato in modo tale da evitare ogni tipo di spreco e per spreco intendo anche spreco di tempo portando, spesso, le lavoratrici e i lavoratori a ritmi insostenibili con pause programmate anche per andare in bagno.
L’azienda Alfa, quindi, entra in un mercato in cui trova concorrenti che non utilizzano i suoi stessi stratagemmi, è ovvio che può proporre condizioni economiche più vantaggiose per  i consumatori. Può, per esempio, non far pagare le spese di spedizione e proporre sconti costanti su tutti i prodotti. Ha una tecnologia tale da individuare i prezzi di un singolo prodotto all’interno del mercato dell’on line e, in base ai prezzi, individuare quello più basso e proporre un ulteriore abbassamento del costo per il suo prodotto (bastano anche solo 0,50 cent in meno). Le altre aziende cercano di adeguarsi al mercato imposto dall’azienda Alfa ma possono farlo solo per periodi limitati e, a questo punto, devono cercare di adottare le stesse strategie dell’azienda Alfa. Cosa impossibile se non si decide di delocalizzare l’azienda in luoghi in cui la manodopera costa meno, dove c’è meno burocrazia e meno diritti per le/i lavoratrici/lavoratori e dove si possono pagare tasse con percentuali inferiori.
L’azienda Alfa vince perché, sul lungo termine, le altre aziende soccombono.
Ora l’azienda Alfa è rimasta la sola azienda del mercato.
Cosa credete che accadrà?
Lo so che qualcuno penserà “chissenefrega io intanto non pago le spese di spedizione e ho lo sconto” ma questa è la forma di mercato che si sta affermando. E se oggi tocca a “noi” soccombere domani forse toccherà alle vostre figlie e ai vostri figli, o alle/ai vostre/vostri nipoti o a una sorella  o a un fratello.
Il mercato deve avere delle regole, la concorrenza deve essere una concorrenza leale.
Se non capiamo queste semplici regole verremo fagocitati ancora di più  da un sistema capitalista che ci sta già distruggendo.
Forse è il caso di cominciare a pensarci.

41 commenti:

  1. Ho praticamente smesso di comprare da "alfa" quando ho capito come fanno ad offrire un servizio così efficiente ed economico. Le alternative ci sono, basta cercarle e conoscerle.

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    1. Io non amo comprare in Internet, per cui Alfa l'ho sempre ignorata.
      Però è vero, c'è un sacco di gente che fa il ragionamento "Oh, quant'è fica Alfa! Non pago le spese di spedizione e ho lo sconto!". E mai che si chieda come Alfa possa fare quelle condizioni. O, se anche se lo chiede, fa finta di non sapere la risposta. O, se qualcuno gli spiega apertamente "Guarda che quelle condizioni sono possibili perché...", dice che gli dispiace tanto ma lui deve badare al PROPRIO tornaconto e non è affar suo se.
      Come se l'implosione della società non fosse un problema ANCHE suo.
      Gente così mi fa venire voglia di prenderla a testate! è_é
      E ogni volta che sento che qualcuno loda e imbroda Alfa e le sue condizioni, vorrei mettermi a urlare :-\

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    2. Scusa, lungi da me difendere Amazon, visto che non mi servo da loro, ma a quanto mi risulta le spese di spedizione ci sono pure da loro. Non le paghi se fai un ordine di 19€. Ma è sempre stato così per tutti (IBS, l'ex BOL, Feltrinelli) e ben prima che arrivasse Amazon.
      Capisco per gli elettrodomestici, in cui alcuni sconti sono significativi, ma per i libri, prendere in uno store o nell'altro, non implica grandi variazioni di prezzo.
      Se poi le cose sono cambiate, mi scuso. Non voglio fare polemica.

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    3. No chagal devo contraddirti non è sempre stato così, gli altri si sono adeguati quando Alfa è entrata nel mercato italiano. Prima le spese di spedizione non si pagavano se superavi le 40 euro di spesa. Ora la perdita è consistente.

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    4. Scusa Chagall ho scritto male il tuo nome :)

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  2. Mah, se ti riferisci ad Amazon mi pare che la sua situazione, almeno per i libri, sia paritaria agli altri store (IBS e inMondadori). Salvo campagne promosse dall'editore c'è uno sconto fisso del 15% su tutto il catalogo (almeno onilne). Con la differenza (e parlo per esperienza personale) che se ordino un libro non disponibile in pronta consegna, su IBS ho la speranza di riceverlo, su Amazon sto fresco.
    Se poi il mercato del libro non funziona immagino sia perché da una parte non ci sono soldi, dall'altra la promozione della cultura viene sempre per ultima. Chi ama i libri non diventa ricco.

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    1. Tutto il mercato on line si è adeguato ad alfa quando questa è entrata nel mercato italiano. Prima le cose non erano così.

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    2. Mah, forse sono io che mi sbaglio allora, io mi ricordo così.

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  3. Ho controllato, hai ragione. Chiedo scusa! È vero, una volta per non pagare le spese di spedizione l'importo minimo era di 40€. Probabilmente non lo ricordavo perché ho sempre fatto ordini che superavano ampiamente quella cifra.
    Detto questo, però, la sostanza non cambia. Da quando è passata la legge sull'editoria, lo sconto sui libri rimane del 15%, no? Prendere su Amazon o IBS, Feltrinelli, inMondadori non cambia per il cliente.
    Discorso diverso è quello sulle politiche di Amazon, che sono oggettivamente deprecabili, e ognuno sceglie secondo coscienza.

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    1. Prima gli sconti non erano costanti lo sono diventati dopo alfa. Del resto se paghi le tasse in un paese che te le fa pagare al 4% puoi anche permettertelo.

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    2. Prima di alfa gli sconti non erano costanti. Il problema è che tutto ha un costo. In questo caso è il capitale umano ad avere la peggio. Del resto se non paghi le tasse in italia ma le paghi al 4% altrove puoi permetterti di non far oagare le spese e di fare sconti costanti.

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    3. Uhm! A questo non avevo pensato. Però una volta gli sconti, quando c'erano, raggiungevano anche il 25-35%, ora non si potrebbe più fare. Se togliete pure quel 15% il lettore che fa? Parlo per me, dovrei ridurre le spese drasticamente. E ripeto, io non mi servo da Amazon, che ho abbandonato dopo lo scandalo tedesco, ma su IBS.
      E anche sulla spedizione, non so bene quale sia la situazione, ma ammetterai che l'importo minimo di 40€ era alto. Possibile che non ci siano soluzioni alternative? Anche Book Depository fa consegne gratuite in tutto il mondo via posta ordinaria. Non so come ci riescono, ma lo fanno. Insomma, gli unici a doverci svenare per avere prezzi accettabili siamo noi?

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  4. Io su Amazon mi trovo bene e finché non si fanno indagini sulle condizioni di lavoro anche di Ibs o altri store non sapremo mai se il "mostro" è solo lei , francamente credo proprio di no!
    Prima il cliente o mangiava quella minestra o saltava dalla finestra , per così dire... tempi di consegna lunghissimi , poca comunicazione ed attenzione e si , spese di spedizione solo se avevi ordini sopra i 40 euro e passa ...
    Non è che il mercato migliora se a forza di attaccarla l'Azienda più competitiva abbassa i suoi standard, è chi da servizi più scadenti che dovrebbe migliorare invece di far di tutto per far peggiorare gli altri a scapito del consumatore...io sto' con Amazon.
    Silvia

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    1. cioè il problema non sono le condizioni di lavoro dei poveracci di Amazon, ma sapere se anche altri le praticano? Annamo bbene...

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  5. Come volevasi dimostrare. Orticello orticello ma prima o poi l orticello diventa arido per tutti. E al contrario di amazon altre realtà italiane sono aperte a controlli di ogni tipo e pagano le tasse in italia. Di tutto il ragionamento che ho fatto hai visto solo: conveniente per me qukndi va bene. Buona giornata.

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  6. Io so solo che si continua a dire che bisogna attirare aziende straniere in Italia perché così non si può andare avanti e poi appena ne arriva una che dà ottimi servizi ai suoi consumatori tutte le altre giù ad attaccarla, chi guarda il suo orticello?
    Finchè non è arrivata Amazon tutti se ne fregavano dei clienti ,ora tutti a piangere e a chiedere solidarietà con varie argomentazioni, io da cliente guardo a chi mi tratta meglio , almeno nel campo dei rivenditori, perché ricordiamoci che Amazon è sopratutto un rivenditore ed i problemi dell'editoria italiana non nascono certo da lì .... e si guado anche a come sono gli altri , io vorrei sapere come sono le condizioni di lavoro degli altri per poi fare confronti , se vogliamo guardare il lato etico mi sembra molto distorto l'atteggiamento di guardare solo 1 e avere il paraocchi su tutti gli altri, Amazon è brutto e cattivo allora compro in un altro store , ma come sia l'altro store come condizioni di lavoro non me lo chiedo , evito solo quello che i concorrenti uniti hanno denunciato come brutto e cattivo...molto comodo.
    In Italia le tasse come sono impostate e come entità sono molto svantaggiose per le aziende lo sanno tutti, e tutti auspicano un cambiamento, regole più eque, siamo noi che dobbiamo cambiare il nostro sistema contributivo , non sono certo gli altri che devono entrare a forza in questa babele, Amazon paga le tasse nel suo paese, amen .
    Silvia

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    1. Può darsi che dia ottimi servizi ai suoi consumatori, ma lo fa a scapito dei suoi lavoratori, che sono a loro volta consumatori di qualche altra cosa - se non altro del pane e cipolla, per vivere. Se vengono sottopagati al punto di non poter più consumare niente di decente, è tutto l'equilibrio di una società intera che va all'aria. Perché la mancata rimessa in circolo dei loro stipendi provoca la crisi di altri fornitori di prodotti e servizi. Nonché delle condizioni generali di lavoro. Ma siccome qui, si sa, viviamo soli fluttuanti nell'aria, certo che l'unica cosa che ci fa fregare le mani è l'idea di pagare ben dieci euro in meno un paio di oggetti qualsiasi.
      Poi magari i nostri figli o noi ci ritroviamo disoccupati o precari, ma vuoi mettere che soddisfazione avere lo sconto su Amazon.

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    2. Eh no Silvia mi dispiace. Non ho simpatia per le librerie di catena anche se ci lavoro ma qui si gioca secondo regole che amazon non rispetta e non lo fa solo con le librerie. In francia hanno fatto leggi apposta per frenare lo strapotere di amazon e non è vero che prima di amazon non c era scelta esistevano decine di siti per l acquisto dei libri. Certo che se arriviamo a preferire lo sconto ai diritti dei lavoratori o a giustificare le scorrettezze perché il servizio di alfa ci dà gratificazione allora scusa ma non c è davvero piu speranza per nessuno nemmeno per te anche se non lo comprendi. Chagall scusa ma ti assicuro che le aziende non reggono più il ritmo e nei prossimi mesi faranno scelte molto dolorose. Detto questo ovviamente non è solo colpa di alfa.

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  7. Mmm
    Jean-Baptiste Malet, En Amazonie, Fayard, 2013?

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  8. Per il consumatore che e' interessato solo al prezzo (il 90% degli acquirenti) l'entrata di amazon sul mercato retail ha portato sostanziosi vantaggi di acquisto e obbligato le aziende concorrenti a adeguarsi o soccombere come in ogni normale economia di mercato. Vorrei vedere controlli capillari anche sugli altri seller online come ad esmpio IBS su come gestiscono la spedizione di magazzino visto che avranno sicuramente un modello di lavoro analogo a quello di Amazon.
    La scelta di pagare di piu' per motivi etici la capisco ma non potra' che essere largamente minoritaria.
    La vessazione di limitare gli sconti al 15% da parte dello stato invece e' il modo piu' sbagliato di affrontare il problema, visto che chi ci rimette e' solo l'acquirente a vantaggio di case editrici che fanno fatica a stare sul mercato.

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    1. Mi piace giocare a carte scoperte. Io parlo, nel 90% delle volte, di cose che conosco molto bene. Quando non lo faccio faccio mille premesse e, comunuqe, spesso sbaglio. Le condizioni di lavoro nei magazzini dei distributori italiani sono in linea con gli standard italiani. Alcuni distributori, fra cui il maggiore in Italia, pagano le tasse in questo paese, hanno messo a disposizione i propri conti anche a trasmissioni come Report, sono piuttosto trasparenti. Non so cosa tu intenda per "normale economia di mercato", secondo me, e non parlo solo per i libri, è un'economia di mercato assolutamente malata che ci ha ridotti a una crisi terribile in cui il capitale umano vale zero. Ora se questo è il modello di ambiente lavorativo che voi volete per i vostri figli o per le nuove generazioni va bene. Io vorrei un modello diverso in cui siano i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori ad avere la meglio. Se operi in un paese dovresti (ribadisco dovresti perché di fatto non è così) seguire le leggi di quel paese e pagare le tasse in quel paese. Sappiamo tutti come vanno queste cose così come so che appena si toccano colossi come questo o come altri (Apple per esempio) si scatena l'inferno dei pro e dei contro. Io dico le cose come stanno dal mio punto di vista ovviamente. Se domani Amazon comprasse il gruppo per cui lavoro probabilmente continuerei a lavorare per loro ma solo per un breve periodo perché non approvo i mezzi che utilizzano. Le librerie italiane fanno parte del circuito ALI che ha imposto regole che vengono seguite. Si può fare di più per le piccole librerie perché si fa davvero pochissimo. Però perdonatemi, preferisco uno che mi dica: "Io me ne frego dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, me ne frego se questi non pagano le tasse in italia, l'unica cosa che mi interessa è avere gli sconti e non pagare le spese di spedizione" perché lo trovo un ragionamento più onesto, che non condivido, ma onesto. Il 15% di sconto non è una vessazione, in altri paesi europei lo sconto è inferiore. Possiamo parlare del prezzo di origine del libro che andrebbe abbassato ma credo che ci si lamenterebbe anche di fronte a un libro che costa due euro. La legge Levi è aggirabile. Vi invito ad entrare in una libreria qualsiasi. Da mesi ci sono intere campagne sconto al 25%. Esiste il circuito remainders al 50% 60% 70% di sconto. Amazon è pratico perché potete ordinare direttamente da casa. Va detto anche questo per onestà intellettuale. Lo dico da tempo, il sistema sta crollando. CROLLA. Lo so che ad alcune persone interessa avere solo lo sconto ma lo sconto non è un diritto. Chiedete lo sconto quando comprate l'ultimo modello dell'iphone? Io dico di no. Perché quando il PD ha tolto l'opportunità di detrarre il 19% sino a 2000 euro sull'acquisto dei libri nessuno ha detto nulla? Ora, chi segue il mio blog lo sa, ho sempre criticato la grande distribuzione per tutta una serie di motivi ma, per favore, non venite a dirmi che ad Alfa è concessa qualsiasi cosa solo perché sono efficienti (e chissà perché) o perché fanno gli sconti. Aggiungo che mi sconvolge questa mancanza di empatia che è la stessa che è mancata, per esempio, con le lavoratrici e i lavoratori della Fiat.

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  9. Ma devono essere i lettori a farsi carico delle problematiche dei lavoratori o della fiscalità di Amazon? Che è come dire che chi va a correre dovrebbe controllare dove e come vengono prodotte le scarpe della Nike. E questo vale praticamente per qualsiasi cosa. Anche perché non credo che le condizioni di lavoro nelle fabbriche asiatiche siano proprio ideali. E tutti usufruiamo di questo genere di vantaggio sul costo dei prodotti. Per cui, sì è vero, ognuno guarda solo al suo orticello e Amazon è potenzialmente pericolosa, però è anche inutile demonizzare Amazon come se la crisi dell'editoria fosse tutta colpa sua. Perché poi, alla fine, le case editrici sono sempre un passo indietro. Anche due.

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    1. Ma devono essere i lettori a farsi carico delle problematiche dei lavoratori o della fiscalità di Amazon?

      Come lettori? Forse no. Come persone facenti parte di una società che sta disintegrandosi perché la globalizzazione per le grosse aziende equivale a trasferire la produzione in luoghi dove i più elementari diritti dei lavoratori sono zero, lasciando col cu*o in terra tutti coloro che lavoravano in luoghi dove invece quei diritti c'erano o costringendoli a scegliere se a quei diritti rinunciare... beh, forse un po' sì, sarebbe anche nel PROPRIO interesse farci un pensierino su.

      chi va a correre dovrebbe controllare dove e come vengono prodotte le scarpe della Nike.

      Non ci crederai, ma c'è gente che lo fa. Il vero problema è che, al giorno d'oggi, esistono ben pochi prodotti che sfuggono al meccanismo "Guarda che mi hanno fatto calpestando i diritti di qualcuno" :-\

      non credo che le condizioni di lavoro nelle fabbriche asiatiche siano proprio ideali. E tutti usufruiamo di questo genere di vantaggio sul costo dei prodotti.

      Ma è proprio quello che si sta dicendo. Le politiche di Amazon sono tali da calpestare certi diritti dei lavoratori, proprio come per quelle aziende che sfruttano personale estero sottopagato, e ciò si traduce in vantaggio per l'utente finale. La domanda è: tu, cliente che ti crogioli in certi vantaggi, pensi mai che questo bel trattamento tanto apprezzato fa parte di quel meccanismo che sta provocando lo smottamento sociale del nostro mondo?

      è anche inutile demonizzare Amazon come se la crisi dell'editoria fosse tutta colpa sua.

      Non credo che qui si parlasse (solo) di crisi dell'editoria. Si voleva sottolineare il fatto che, dei vari giocatori presenti sul mercato editoriale, uno gioca col mazzo truccato, valendosi di meccanismi che contribuiscono alla mer*a di situazione in cui stiamo precipitando come società intera, il tutto col beneplacito di tanti clienti beati e soddisfatti delle agevolazioni che ciò porta loro e incapaci di vedere il retro della medaglia. Amen.

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  10. Amazon come tutte le aziende non guarda in faccia a nessuno se c'è da abbassare i costi o pagare meno tasse... ma hanno idee da vendere e investono con coraggio... guarda quello che hanno fatto nella logistica... conosci Kiva Systems? e poi il servizio clienti Amazon è ottimo, e certo non rimpiango i commessi

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    1. Direi che allora non c'è altro da aggiungere. Ne riparliamo quando toccherà a voi.

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    2. Continuo comunque a pensare a che genere di umanità stiamo creando e rimango davvero sconvolto dalla risposta.

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    3. sai, non credo che a me succederà mai; perché io faccio veramente cultura, e quindi non sono sostituibile da Amazon; mentre i commessi...

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    4. Fare cultura, vera o presunta che sia, evidentemente non significa evidentemente essere molto lungimiranti.

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    5. Ho evidentemente abbondato con gli evidentemente...

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  11. Mi piacerebbe sapere se voi andate a fare la spesa nel negozietto sotto casa dove un etto di stracchino costa cinque euro o se preferite riempire il carrello all'ipermercato "prendi tre paghi uno", se quando uscite con gli amici mangiate al ristorante la pasta col ragù come la fa vostra nonna o se vi ammazzate di cheeseburgers al fast food che deforesta l'Amazzonia e fa ingrassare i bambini. Mi piacerebbe altresì sapere se per viaggiare usate la nostra (???) compagnia di bandiera o se preferite indossare un cappotto sull'altro e salire a bordo di una low cost. Lo vorrei proprio sapere.

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    1. Irene hai ragione tu, è tutto merda. Non ha senso lottare per niente, tanto è tutto merda. Quindi va bene se prendono i neonazi a controllare i dipendenti immigrati che lavorano per un niente a ritmi demoniaci. Va bene se giocano sporco. Va bene se non pagano le tasse. Contenta? è tutto merda. Poi fa lo stesso se c'è anche qualcuno che cerca, nel limite del possibile, di condurre una vita etica. Tanto è tutto merda, no?
      Parlate per voi stessi, grazie, che magari c'è qualcuno che le scelte etiche, nel limite del possibile, le cerca, le trova, le sposa.

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    2. Che sia tutto merda lo dici tu. Io ho semplicemente detto che mi sembra assurdo fare di Amazon il nemico pubblico numero uno quando il mondo intero marcia nella medesima direzione. Per quel che mi riguarda, cerco di differenziare i miei acquisti senza demonizzare nessuno. Compro su Amazon, e perché non dovrei visto che sono tutelata ancora di più che in un negozio fisico?, e compro in libreria, al supermercato, dal salumiere sotto casa, al mercato rionale... Ho letto i miei libri su Kindle per sei mesi, con grande vantaggio per le mie tasche, e poi sono tornata felicemente al costoso ma ineguagliabile cartaceo. Questo per dire che, se a qualcuno venisse il dubbio, sono ancora provvista di cuore, oltre che di cervello pensante.

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  12. Proprio perché sostanzialmente concordo con le critiche ad Amazon mi piacerebbe sapere cosa ne pensate della notizia di questi giorni: Amazon main sponsor del festival del giornalismo di Perugia. Sono rimasta sorpresa perché conosco sostenitori del festival parecchio accaniti contro Amazon. Cercando in rete in realtà ho trovato interviste "non sospette" di Arianna Ciccone nelle quali emerge un suo punto di vista tutto sommato positivo sul colosso Amazon (quindi almeno lei non può essere accusata di incoerenza rispetto all'avere accettato questo sponsor). Il che mi ha portata a mettere un po' in dubbio le mie critiche ad Amazon; cioè mi pare che negli usa non ci siano queste nostre solite diatribe italiche "boicottiamo/non boicottiamo". Sto esprimendo un dubbio... non sono a favore di Amazon.

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    1. Credo sia normale che Amazon cerchi di conquistare l'opinione pubblica anche attraverso sovvenzioni a iniziative culturali. Io conosco scrittrici e scrittori che criticano amazon (io compreso) e vengono vendute/i da amazon, quello dipende dalle case editrici che di certo non si fanno terra bruciata vietando la vendita sul colosso. Il pericolo di certe iniziative (così come il problema del conflitto di interessi che non viene mai affrontato) è che dal momento in cui un colosso 8di qualsiasi tipo) mette dei soldi in iniziative o in compartecipate di giornali o riviste la libertà viene meno. inutile girarci intorno, è così purtroppo.

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  13. Io prima dell'arrivo di Amazon tutta sta' libertà per quel che riguarda il lettore/ compratore non ce la vedevo proprio, le cose si evolvono e tutelare quello che non sta' più in piedi a tutti i costi e a discapito del consumatore mi pare una mossa pochissimo vincente e difatti con la legge Levi ci hanno rimesso solo i lettori / compratori appunto, non credo che le librerie tradizionali ci abbiano guadagnato tutto sto' che, con me no di sicuro io sono 2 anni che compro libri solo su internet e prevalentemente su Amazon , se gli editori vogliono risollevarsi che si battano per abbassare l'IVA sugli e-book a livello dell'iva del cartacio, questo è un mercato fiorente, che producano libri ben tradotti, che siano anche esteriormente di qualità , ho notato che i Supercoralli Einaudi la collana che era rilegata col filo ora la incollano ma ci fanno pagare lo stesso tra i 18 e i 25 euro a libro lo stesso per i Canguri Feltrinelli tra i grandi editori solo Adelphi con alcune sue collane ci da' prodotti anche esteriormente validi, perché dovrei pagare quelle ciofeche finto di "lusso" così tanto senza cercare il prezzo più basso possibile??????
    Le politiche giuste non sono quelle che mirano alla carità , non nel commercio!
    La solidarietà la riservo a chi se la merita, non ai commercianti che vivono in un paese libero che dovrebbe avere libero commercio con regole che implicano anche la concorrenza, tutte ste' cavolate sull'azienda che mira al dominio assoluto riuscendoci son fantasie,se non altro perché dietro l'angolo c'è sempre qualcuno scaltro quanto la detta azienda, prima dominavano i colossi italiani, ora tenta di dominare Amazon domani chi sa, ma chi domina , quando no fa schifosissima lobby come fanno le nostre aziende editoriali, lo fa dando servizi migliori degli altri ai consumatori , io prediligo questo dominio a quello che c'era prima.... e lasciamo stare le apocalissi e il fa tutto schifo, che non è vero , semplicemente è in atto un grandissimo mutamente in questo campo , nei mutamenti ci sono anche le occasioni per far bene...
    Silvia
    (torno a ribadire che sto' parlando solo per quel che riguarda il commercio umano, che nulla a che vedere con altre cose che devono esser protette, e solo COMMERCIO tra UMANI)

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    1. Torbno a ribadire che ci sono libri di ogni prezzo, che ci sono continue ed estenuanti campagne sconto che arrivano sino al 25% tutto l'anno su prodotti diversi. Poi mi fermo qui perchè son ragionamenti che ho fatto milioni di volte lavorando in libreria ma vedo che non vengono percepiti come reali quindi non insisto oltre. Un autore, quando va bene, prende l'8% sul prezzo del singolo libro venduto. Non è mai una percentuale piena perché ci sono sempre unsacco di voci che ti tolgono guadagno. Quando ti pagano naturalmente perché anche se molti autori e molte autrici non lo dicono sono moltissim* quell* che non ci guadagnano un centesimo. Amazon vuole il primato del mercato, se non ci fosse lui ce ne sarebbe un altro ma ora c'è lui. I mezzi di amazon sono poco chiari e dal mio punto di vista poco puliti. Esistono decine, decine di siti per l'acquisto on line, vi segnalo, per esempio, il libraccio dove potete trovare anche libri a metà prezzo in ottimo stato. Detto questo sto diventando ripetitivo, nessuno vuole imporvi di non comprare su Amazon. Chiedo solo che lo si faccia con consapevolezza sapendo a chi si danno i propri soldi.

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  14. P.S. Scusate gli errori dovuti alla fretta ...
    Silvia

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  15. Marino, leggo questa baraonda di commenti, e volevo dirti scusa per quello che ti ho scritto. Hai ragione tu, visti i commenti. Davvero, non so come tu riesca a rimanere così calmo davanti a certe affermazioni e hai tutta la mia ammirazione.
    Enrico

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    1. Guarda comprendo i vari punti di vista anche se, purtroppo, la nostra situazione comincia ad essere davvero dura. Certo leggere commenti come : "I commessi non mi mancheranno di certo" fa un po' male. Non hai nulla di cui scusarti comunque.

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  16. Io non parlavo di variazioni di prezzo ma di assenza di qualità, posso si scegliere tra tanti prezzi al ribasso e se fosse solo per quello potrei (come faccio spesso) prenderli a prestito in biblioteca e non spender nulla, io parlo del fatto che le grandi case editrici ti fanno pagare per libro di "lusso" quello che in realtà di lusso non è più ( peché son libri fatti con cartaccia, perché sono incollati ..ecc..), io la scelta di comprare un certo autore che amo in un'edizione di pregio non l'ho più, posso prendere un libro a 25 euro o a 5 ma sempre di robaccia si tratta ( parlo del supporto esteriore non del contenuto), io sono contenta di pagare 15/20 euro per un Fabula Adelphi ad es., perché è un libro di qualità sia nella sostanza che nel supporto esteriore , invece prendo da chi me lo vende al meno possibile nei periodi in cui pare a me ( e non quando ci sono gli sconti nei periodi decisi dall'alto! voglio decidere io quando comprare un libro non aspettare i comodi altrui) un Einaudi o un Mondadori incollato ....
    Tu editore cerchi di rifilarmi un prodotto scadente, io cliente che devo prender per forza da te quell'autore che è solo nel tuo catalogo e che appena esce è solo in una collana spacciata di lusso cerco di prenderlo al minor prezzo vista la bassa qualità....
    Non so se questa cosa è valida per tutti i lettori compratori di libri ma sul mio atteggiamento a influito molto ,Mondadori, Salani, Garzanti, Einaudi, Feltrinelli ecc... immettono sul mercato tutti libri incollati in carta scadente ecc... la gente se ne accorge, anche magari solo inconsciamente e reagisce di conseguenza, nessuno vuole pagare un paio di scarpacce come se fossero un prodotto raffinato e la stessa cosa vale per i libri se li devi comperare ( che per leggerli come ho già detto si fa anche gratis), se faccio un regalo, se voglio collezionarli ecc.. non ho sul mercato per lo più prodotti validi, però meli vogliono far pagare come se lo fossero, uno poi reagisce come può...
    Silvia

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  17. concordo assolutamente con te, Marino. Anche (e forse soprattutto) per aver lavorato per anni in una libreria indipendente. E mi atterrisce il tenore di certe risposte.

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