martedì 29 aprile 2014

Keep calm e sii come sei!

Chi segue la cronaca, probabilmente, si è già accorta/o dell'imbarbarimento culturale che sta attraversando il paese, in lungo e in largo, sul tema dei diritti e dell'educazione al rispetto.
Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli attacchi alle persone glbt e alle donne su tutti i fronti. Da un lato sono nati gruppi e movimenti, a volte di ispirazione francese come la Manif pour tous, altre italiani come le sentinelle in piedi, che si oppongono non solo alla parificazione dei diritti fra le persone glbt e quelle eterosessuali, ma anche a una visione diversa del ruolo della donna. Scrittrici e scrittori, giornaliste e giornalisti simpatizzanti di questi movimenti hanno dichiarato una guerra a senso unico verso ciò che considerano “immorale”. Ma è sul territorio dell'istruzione che si muovono le battaglie più violente e, dal mio punto di vista, squallide. Tutti i mezzi sono validi, anche il raccontare bugie, inventare storie, gettare fango. Così in rete girano storielle di insegnanti che avrebbero fatto travestire i bambini da bambine e le bambine da bambini, altre in cui si dice che gli insegnanti insegnerebbero la masturbazione di gruppo. Voci anonime, ovviamente, che non trovano nessun riscontro nella realtà. Nell'era degli analfabeti digitalizzati a pochi interessa verificare le fonti, quando la notizia comincia a circolare si dà per scontato che sia vera. Non parlerò, per esempio, dei libretti UNAR sui quali si è detto di tutto di più, spesso inventando cose irreali, partendo solo dal pregiudizio senza neppure aver visto il materiale. E non parlerò neppure del tentativo di impedire ai ragazzi e alle ragazze di una scuola superiore del modenese di ascoltare la testimonianza di Vladimir Luxuria. Ormai qualsiasi iniziativa comprenda, anche lontanamente, la lotta al bullismo, la comprensione del pensiero gender (e quindi anche gli stereotipi contro le donne) o la presa di coscienza di una società che muta e nella quale si muovono attori e attrici diversi/e che hanno storie e esperienze diverse, viene attaccata. Ogni iniziativa passata al microscopio, ogni parola analizzata, estrapolata dal giusto contesto, riempita di significati inesistenti. Probabilmente questa gente pensa davvero di essere in guerra anche se, dall'altra parte, non ci sono barricate e non ci sono armate. Ci sono persone che provano a portare questo paese in una condizione di realtà. L'ultimo attacco è andato a discapito di Melania Mazzucco e del suo libro Sei come sei (Einaudi). Già all'uscita, su molti quotidiani di un certo tipo, il libro era stato furiosamente attaccato. Perché? È presto detto: il libro parla di una ragazzina che ha due padri. Sì è detto di tutto: tentativo di omosessualizzazione della società, su twitter qualcuno parla di. “Libro sul sesso gay” dimostrando non solo di non aver letto il libro ma di non conoscere nemmeno la trama. In pochi minuti si parla di “professori” che avrebbero letto la scena del sesso orale fra due uomini in classe. Interviene poi la preside specificando che il libro è stato letto tutto. Il solito manipolo di genitori indignati che probabilmente fa finta di non sapere che i propri figli o le proprie figlie parlano già di sesso e, probabilmente, qualcuna/o di loro ha già una sessualità attiva. E stiamo parlando, giuro, di un libro che di scandaloso e “sessualmente esplicito” non ha proprio nulla. Qualche fascistello manifesta con uno striscione che dice, più o meno, “Maschi selvatici non checche isteriche” (Ma maschi selvatici significa che non si lavano?) quando invece l'unica reazione isterica viene proprio da chi ha bisogno di censurare un libro solo perché parla di omogenitorialità. Così penso ai tanti libri che questa gente sarebbe pronta a mettere al rogo, classici che probabilmente molti di loro neppure han mai sentito nominare e vorrei poter raccontare il dolore di Athos Fadigati, la sua solitudine, il disprezzo della società bene che lo critica e lo compatisce mentre l'orrore del fascismo si porta via vite e libertà oppure il desiderio e la paura del giovane Maurice che cerca di lottare contro la sua vera natura e sceglie, infine, di lasciare che sia la vita ad avere la meglio sull'ipocrisia o ancora le parole, meravigliose, di Adriano per descrivere l'amore verso il giovane Antinoo. Mi chiedo cosa vedrebbe questa gente nella bellezza dell'amore descritto sulla carta. Oscenità? Volgarità? Un tentativo di omosessualizzare la società? Quale squallore abita le loro menti? Quali orrori e oscenità i loro cuori? Dovremo, forse, ricominciare a nascondere i libri per non farli bruciare?

9 commenti:

  1. Ho fatto il liceo classico. Le poesie lesbo e gay erano all'ordine del giorno in letteratura greca e latina, i professori non si sono mai sognati di censurarle. Però ricordo che ci avevano dato come compito di leggere e relazionare "Madame Bovary" e un genitore è insorto contro questo oltraggio e non l'ha fatto leggere alla figlia. La professoressa gliel'ha sostituito con "Il dottor Zivago"! Ma noi tutti eravamo scandalizzati dall'atteggiamento retrogrado di quel genitore. E' successo solo 10 anni fa.

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  2. Chi ha un cervello limitato teme tutto cio che è "diverso", soprattutto in fatto di sessualità ma non solo. Una cosa che davvero non riesco a capire è perchè certa gente creda che dare dei diritti a chi non li ha significhi toglierli a loro.

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  3. Il problema di fondo è l'ignoranza: certe persone parlano senza informarsi, figuriamoci se possono aver letto questo o qualche altro libro in vita loro. Non leggere, non ascoltare, non informarsi, non uscire mai dalle proprie convinzioni impedisce qualsiasi progresso culturale, atrofizzando la mente su pregiudizi e manifestazioni di simile inciviltà.

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  4. Uh, Marino, ma tu vuoi scatenare i trollini e trolletti che monitorano questo luogo.
    Keep calm? In effetti si sa che con costoro, una volta chiaritasi la loro natura, l'unica cosa da fare è ignorarli. In un luogo civile, beninteso.
    Comunque io credo che l'errore sia di pensare ancora a una società "che muta". Capisco che tu la veda da un altro punto di vista, e che quindi io ti paia un po' troppo ottimista, ma la società E' già mutata profondamente. Parli della manif pour tous ma in Francia le coppie omosessuali non sorprendono più, sono una cosa, vivaddio, NORMALE. Non parliamo dell'Inghilterra. Ero sul treno Parigi Londra la settimana scorsa, la notte e mi ha fatto sorridere il quadretto di due uomini molto maschili, atticciati, nerboruti, capelli cortissimi e muscolosi, con uno teneramente quanto castamente addormentato sulla spalla dell'altro. Ecco a me ha fatto sorridere perché non siamo abituati ai gesti quotidiani tra coppie omosessuali, ma, a parte la tenerezza di un gesto affettuoso, l'augurio è che si arrivi presto a non rilevare queste cose più di quanto non lo si faccia con le coppie eterosessuali (a parte i guardoni repressi che però hanno un problema loro). Ricorderò sempre a Copenhagen dieci anni fa due ragazze un po' brille baciarsi nel bar della bellissima biblioteca nazionale, in mezzo a famiglie che chiacchieravano e a bambini interessatissimi alla loro cioccolata calda anziché ai fremiti morbosi e curiosi che avrebbero preso certi nostrani difensori dell'ortodossia e della purezza infantile.
    Ci sarebbe da scommettere su chi crescerà figli più sereni in materia sessuale...
    Ma anche se simili gesti in pubblico sono rari, le coppie omosessuali (maschili, quelle femminili sembrano quasi invisibili) sono ormai identificabili, grazie al cielo non si nascondono più, proprio perché la società è già mutata, e a parte i fanatismi e i violenti che purtroppo ci sono sempre, per non parlare dei governanti ipocriti che organizzano orge di tutti i tipi, minori inclusi, e poi si scagliano contro le unioni omo, ha altro da fare, in media, che rivoltarsi contro l'amore tra persone dello stesso sesso. La furia organizzata che tu citi ha un sapore di arretratezza e di sconfitta, che la rende tanto più cieca e violenta, anche se ovviamente può ancora fare molto male alle situazioni singole.
    In questo senso bisogna dare atto al movimento glbt a livello internazionale di aver saputo muoversi bene, ottenendo, almeno in buona parte del mondo occidentale, leggi civili e spesso giustamente egualitarie.
    Non altrettanto si potrebbe dire forse per quanto riguarda le donne, dove a un egualitarismo dei diritti risponde sempre meno una realtà sociale realmente rispettosa e disposta ad applicare quei diritti. Perché si tratta di cambiare mentalità sui ruoli sessuali e su questo, negli ultimi decenni, c'è stato un forte arretramento secondo me. E' paradossalmente più semplice dare dei diritti a una minoranza relativamente compatta che si può percepire (falsamente) come "esterna" (le persone omo) che rivedere profondamente le regole di convivenza sociale, non necessariamente normate dal diritto, tra i generi, che mettono più apertamente in questione anche sé stessi.

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  5. Ricordo, qualche anno fa, la censura di un passo di Anna Frank in cui la ragazzina scopriva l'autoerotismo.
    La censura è sempre esistita, i genitori ignoranti pure, la cosa davvero scandalosa è che si possa passare dalle proteste alle denuncie. Nessuno ha violato l'intimità di quei ragazzini, peraltro non undicenni, ma quidici-sedicenni che, con ogni probabilità, già da anni sono coscienti della propria e altrui sessualità, nessuno gli ha obbligati a confrontarsi con qualcosa di troppo grande per loro, quella non era che una pagina dentro centinaia di altre pagine, eppure i due insegnanti hanno adesso una denuncia per corruzione di minori e atti osceni. E io, che ho una bambina che presto inizierà il suo percorso scolastico, mi chiedo se davvero vivo in una società che possa difenderla dai pericoli, se nemmeno sanno riconoscerli, i reali pericoli.
    Quando avevo 11 anni lessi "una fortuna pericolosa" di Ken Follett, preso dalla libreria di mia madre, essendo una lettrice vorace e avendo, in quel momento, finito i miei libri personali. I miei genitori nemmeno si sognarono di censurarmelo. In uno dei passi del libro una delle protagoniste si corica accanto al marito e, dopo una trafila che non capii, "venne". "Dove?"mi chiesi "Era già nel suo letto!". Non ne rimasi turbata: semplicemente non capii, e, ripensandoci tre o quattro anni dopo, mi venne da sorridere.

    Sofia

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  6. Se avessero trasmesso un film porno in classe - etichette delle più incredibili di xvideos - metà di quei genitori non avrebbe detto alcunché. Ma un libro, signori, che diamine: i libri sono roba pericolosa. Tanto pericolosa che non devono averne nemmeno uno in casa.

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  7. la cosa che mi fa sorridere è che in realtà chi ha denunciato si è fatto un bell'autogol, sai quante persone che non conoscevano il libro adesso hanno voglia di leggerlo? Io per esempio sono una di quelle.

    Michela

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  8. Proprio questa mattina leggevo qualcosa a proposito dell'educazione al "diverso" piuttosto che allo "sbagliato". Ammetto di non essere andata a fondo dell'articolo e il tuo post mi ha fatto venire voglia di ricercarlo e leggerlo tutto e meglio.
    Finché il diverso, anche nel senso di creativamente diverso, sarà considerato sbagliato avremo risultati di questo tipo. La cosa che mi rende triste è che anche un libro in alcuni ambienti inizia ad essere considerato diverso/sbagliato :(

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