lunedì 28 novembre 2016

Il letargo del libraio



Scusate per la lunga assenza da un blog che mi ha dato moltissimo e che amo profondamente. Potrei dirvi che i motivi sono molti, gli impegni per il nuovo romanzo, per esempio. Ma sarebbe una scusa fasulla. Gli impegni riguardano quasi tutti ancora L’ultima volta che ho avuto sedici anni e di questo sono grato e vado fiero, da gennaio ricomincerò a girare per le scuole, se all’ascolto ci sono docenti o presidi io sono qui, a disposizione. L’umo che cade è un buon libro, ne ho già parlato, ma scrivere un buon libro, oggi, non basta. Serve molto di più in questo mercato. Serve inventiva, serve un marketing pazzesco, servono tante bugie. E non si tratta di finire in classifica ma di far arrivare il libro in libreria. Perché ormai è così, inutile negarlo, e se non si hanno gli strumenti per promuovere come si deve un libro allora è inutile anche pubblicarlo. Poi, certo, ci sono le dovute eccezioni. E le librerie sono piene di ottimi libri. E, a proposito, visto che non farò la lista dei libri per Natale vi consiglio Carne di Ruth Ozecki, è un fuori catalogo, a riprova che il mercato, oggi, è davvero impazzito.
E poi c’è il fronte interno: nuovo cambio societario, nuova gestione, nuovo restyling. Nuovo tutto. Anche se il nuovo non è altro che un ritorno al passato. E so che ci dicono tutti che è una grande opportunità. Ce l’hanno detto almeno sei volte da quando lavoro in libreria, ma io mi sento un po’ borderline e quasi non mi riconosco allo specchio.
E poi c’è la quotidianità che incombe su tutte/i noi e ti rendi conto che scrivere una pagina a settimana diventa sempre più difficile, che il blog si è intristito, che non sono più il libraio ironico ma un omuncolo stanco e melanconico.
Ma credo ancora in Cronache dalla libreria e confido nel 2017, scrivo poco e leggo tanto. Magari questo porterà a nuove inaspettate vie.
Marino

2 commenti:

  1. mille auguri per tutto quello che capiterà alla tua esistenza, da qui alla prossima volta nella quale ti verrà voglia di scrivere...

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  2. Noi siamo qui, ti si aspetta con pazienza. E senza sclerare, ché il concetto di "letargo" è bello presente anche qua... XD

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