lunedì 2 gennaio 2017

Piccoli misteri del mondo editoriale



La prima cosa che posso dire è che non ho dati a supporto del mio pensiero, quindi si tratta solo di un’impressione supportata dalla classifica dei libri più venduti. Il che lascia ampio margine all’errore visto che considero le classifiche un dato poco credibile.
La cosa certa, invece,  è data dalla percezione che il mondo editoriale ha di una determinata casa editrice, una casa editrice che ha, in un certo senso, rivoluzionato il mondo dell’editoria. In meglio o in peggio non ci è dato di sapere, sicuramente però ha creato un precedente e un “esempio”.
Libri a bassissimo prezzo, copertine molto simili, una certa intelligenza nello scoprire nuove autrici e nuovi autori, nell’acquistare i diritti “giusti” di libri che hanno avuto successo all’estero o che sono diventati film di un certo successo, una specializzazione in filoni (romanzi storici, romanzi d’amore, Thriller ecc…), un marketing estremamente aggressivo che riesce a piazzare i libri su giornali, quotidiani, spazi televisivi. La tendenza a monopolizzare determinati spazi (autogrill, vetrine comprate, ecc…). Insomma una casa editrice che punta moltissimo sull’intrattenimento senza, però, scordare i classici.
Tutto bellissimo, direte voi.
Eppure questa casa editrice non gode di grande considerazione a livello “culturale”, viene, anche da molti librai, snobbata per molti motivi che non starò qui ad elencare (così come non farò il nome della casa editrice per ovvi motivi e chiedo anche a voi, nei commenti, di non farlo perché il punto non è scoprire quale casa editrice sia ma cosa sia, oggi, il mondo del libro o una parte di esso).
Nonostante questo alcune case editrici, spesso case editrici importanti con un catalogo di tutto rispetto, negli ultimi anni non hanno fatto altro che rincorrere metodi, marketing, autori e autrici, di questo editore.
Per quel che ho notato in libreria e non solo nella mia, fallendo.
Il tentativo di “copiare” i generi e la fascia prezzo non ha funzionato (ripeto è un’impressione nessun dato a disposizione) tanto che ho visto sparire dopo pochi mesi le varie collane create sulla scia del prezzo basso. Stessa cosa è accaduta con le autrici e gli autori passati ad altre case editrici considerate di “prestigio”. Quelli che erano best seller che trascorrevano mesi in classifica ai primi posti, una volta pubblicato con altre case editrici, hanno ottenuto risultati decisamente inferiori. In alcuni casi facendo una toccata e fuga in classifica, in altri casi non finendoci proprio, cambiando completamente genere, dimenticati da librai e mercato.
E allora mi sono interrogato su questa cosa, mi sono chiesto se è tutta una questione di prezzo ( ma a questo punto non si spiega il fallimento delle altre case editrici da questo punto di vista) o se ci sono altri aspetti che mi sfuggono. Se un autore piace ed è seguito lo è che pubblichi con una casa editrice sia che pubblichi con un'altra. Con chi pubblichi non dovrebbe fare differenza.
È un mistero, per me.
Non l’unico a dire il vero.
Un altro mistero riguarda quelle case editrici che pubblicano autrici e autori e poi li abbandonano a loro stessi, senza dare loro lo spazio necessario a vendere il proprio prodotto. Parlando con molte autrici e molti autori mi sono reso conto che è un sentire comune. Spesso le case editrici non si occupano minimamente del romanzo che pubblicano. Puntano sui nomi già affermati. E allora, mi chiedo, che senso ha pubblicare tanto se sai già che buona parte delle autrici e degli autori che pubblichi non solo non li seguirai a dovere ma, ovviamente, non ti daranno un ritorno economico?
Questa cosa avviane sia all’interno delle grandi case editrici sia all’interno delle piccole. Con la differenza che le piccole non hanno l’opportunità di pubblicare molti autori e quindi, in teoria, dovrebbero occuparsi maggiormente del prodotto che pubblicano.
Rimangono punti del mondo del libro che continuo a non comprendere.
Ma del resto è l’editoria, bellezza.
Felice 2017 a tutte/i voi!


8 commenti:

  1. Beh, anche se non la nomini si capisce benissimo di quale casa editrice tu stia parlando! xD

    Ti dirò, fino a qualche anno fa compravo tantissimo da questa casa editrice: vuoi i prezzi concorrenziali (e quando sei studente, è un requisito quasi essenziale), vuoi che presentava autori anche molto interessanti (Scarlet Thomas su tutti, un'autrice incredibile e brillante che in pochi in Italia purtroppo apprezzano), sta di fatto che la mia libreria si ritrova un bel po' di questi titoli.

    Oggi, però, sono diventata una lettrice molto più attenta ed esigente, ed ormai acquisto solo quando fa la promozione in cui mette tutto il catalogo ebook a 0,99 cent. Perchè? Perchè ho capito che il basso costo comporta tutta una serie di falle collaterali, in primo luogo sulle traduzioni fatte con molta poca cura.

    Ad oggi, io, non comprerei mai un classico da quella casa editrice: preferisco spendere il doppio, se non il triplo, ma voglio un'edizione e una traduzione fatta per bene, puntando quindi su editori di un certo calibro.

    Certo, questo discorso lo faccio io e pochi altri, alla maggioranza non importa tanto della traduzione quanto di fare un buon affare (al prezzo che ho speso io per I Miserabili versione Einaudi, un altro lettore avrebbe comprato anche 4 libri di quella casa editrice), e ciò comporta il successo di vendite rispetto alle altre.


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    1. Vero. Così come è vero che propongono generi molto simili quindi quando perdono un autore lo sostituiscono immediatamente.

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  2. Non so se possa c'entrare col discorso che fai tu, ma io, dall'altro lato, conosco lettori che comprano non (solo) in base all'autore o all'argomento del libro, ma anche in base all'editore.
    Ho sentito con le mie orecchie alcuni dire: "Io se trovo un libro di (editoreX), compro a scatola chiusa!"
    E' un discorso per me assolutamente incomprensibile (ci sta che ti piaccia un editore per i generi che predilige, la linea editoriale o gli autori che ha in scuderia, ma da qui a non considerare nulla se non il "brand" nello scegliere un libro, ce ne passa! °_°), ma non l'ho visto fare da un'unica persona. Boh...

    Per quanto riguarda l'editore di cui si diceva, condivido il pensiero di Elayne. Io pure ho molti dei loro libri nella collezione, comprati in altri periodi della mia vita, e se pubblicano un'opera che mi interessa, non mi faccio eccessivi problemi nell'acquistarla.
    Ma ormai da un po' di anni, davanti ai prezzi iper-bassi di certi prodotti (non parlo solo di libri), ho preso l'abitudine di pormi qualche domanda: perché costa così poco? dove si è risparmiato? e' giusto risparmiare in questi settori? ecc.
    Poi ognuno si dà le risposte che vuole (e non è che io possa/voglia sempre scartare certi affari, eh!), ma intanto è bene chiedersele, certe cose.

    Tra l'altro, personalmente, ho avuto diverse pessime esperienze a proposito della cura editoriale dei libri di questo editore, per cui ci vado un po' coi piedi di piombo, ormai, con loro.
    Ma mi è successo anche il contrario: dover ricorrere a una loro traduzione, sister-approved (sister è laureata in traduzione editoriale) per sostituire quella pessima - e incomprensibile - di un altro editore (ma trattavasi comunque di altro editore ormai "equivoco", che ha dissipato negli anni un ampio credito di reputazione culturale pregressa, tra fallimenti continui, cambi di nome ed etichetta e resurrezioni miracolose varie. Anche qui, non facciamo nomi... :P )

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    1. Anche io conosco gente che legge solo determinati editori. Per quanto riguarda questa casa editrice ci sta che abbia un suo percorso, quello che mi stupisce il continuo rincorrerla di altri editori, anche importanti.

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  3. È un fenomeno che ho notato anch'io negli anni passati, quando ancora lavoravo in una libreria.

    Molti clienti si lamentarono della qualità. Magari non lo studente che legge un romanzo come compito, ma chi ama leggere e rileggere e tenere in casa i libri sì.

    Personalmente trovo che questa casa editrice -classici a parte- pubblichi spesso romanzi di "moda", sulla scia del mercato del momento (penso a tutte le serie post-Twilight che ha importato negli anni passati), e quando gli altri editori la rincorrono o lo fanno nel modo sbagliato (per restare sui vampiri, pubblicando libri per adolescenti a prezzi esorbitanti) od ormai quella vena si è esaurita (e dei romanzi sui vampiri ne è rimasto un vano ricordo, sono tutti passati ad altro).

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    1. Mi stupisce però che alcuni loro scrittori di punta, passati ad altri editori, non abbiano avuto lo stesso successo.

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    2. Questo è più difficile da spiegare.

      C'è una disaffezione del lettore, per i tempi di pubblicazione -spesso lunghi- dovuti al cambio di editore, o magari per via della ristampa in un nuovo formato etc.

      C'è anche un cambiamento dello scrittore che, approdato a editori più "prestigiosi" -passami il termine- vuole fare il "salto di qualità" e snatura il suo stile, o gliene viene imposto uno nuovo per accordarsi a linee editoriali comunque diverse. Per fare un paragone calcistico, è molto diverso brillare come "campione" in una squadra da metà classifica in giù, che farsi notare in una squadra in vetta, tra una ventina di giocatori di livello internazionale.


      Credo che più fattori siano determinanti, e che una risposta più precisa la potremmo avere solo con i dati in mano.

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  4. Io non capisco come possano scrivere "edizione integrale",quando spesso,nei loro classici,mancano capitoli interi(lo notò una mia collega che partecipava ad un gruppo di lettura,il suo Jane Austen"di quella casa lì" aveva un sacco di pezzi sforbiciati).
    Io ho preso spesso libretti da loro quando fanno le offerte dei classici ad uno/due euro,"per assaggiare",se poi magari di un autore mi appassiono,allora cerco altre cose in edizioni migliori.Grazie ai loro titoli supereconomici ho scoperto Conrad e la Woolf,per esempio <3

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