Il primo bacio non è stato come me lo
aspettavo. Sognavo una lunga passeggiata in riva al mare, mano nella
mano, un tramonto di quelli che ferma il respiro, i due volti che si
avvicinavano, il respiro nervoso, un brivido dietro la schiena e poi,
finalmente, le labbra che si univano.
Il primo bacio me lo ha rubato un uomo
di cui non ricordo più il volto, so solo che detestavo i suoi
capelli, avevo quindici anni, un incontro clandestino con una persona
di cui non sapevo nulla. Settimane di messaggi su giornali locali con
la rubrica “incontri”. Usavamo uno pseudonimo per non farci
riconoscere, niente cellulari, il giornale usciva il sabato. Io
aspettavo con ansia tutta la settimana, passavo in rassegna tutti gli
annunci e trovavo quel “RIF” che mi riguardava. Quando l'ho
incontrato ero così agitato e impaurito che non sapevo cosa fare.
Non mi piaceva ma mi sembrava scortese andarmene subito, così
abbiamo parlato un po' e alla fine, a tradimento, è arrivato quel
bacio. Mi sono staccato da quel corpo invadente e sono scappato. Ho
provato disgusto, senso di colpa, ribrezzo.
È stata la prima volta che il mio
animo romantico è stato tradito.
Ci sono romanzi che ti aiutano e ci
sono romanzi che odi.
L'ultima volta che ho avuto sedici anni
mi ha aiutato a superare il trauma del bullismo.
L'uomo che cade, invece, è un romanzo
che vorrei non aver scritto.
Perché ogni pagina, per me, è un
colpo al cuore, perché ogni parola che ho scritto mi ha provocato
sofferenza.
Amo entrambi i miei personaggi, capisco
Marco e comprendo Federico, sento la loro umanità disperata,
l'imperfezione della loro quotidianità.
Pensavo che amare fosse più semplice,
era tutto molto chiaro nella mia mente piena di illusioni. Nella
visione onirica dell'amore c'eravamo io e la persona che amo, un
grande amore, saremmo stati Giulietta e Romeo, insieme per
l'eternità.
Per i romantici è tutto più difficile
perché prima o poi devi fare i conti con la realtà.
E la realtà ti cambia, giorno dopo
giorno, ti trasforma in una persona molto diversa da quella che eri.
E alla fine la vita vince, nel bene o nel male, ha la meglio su di
te, sulle tue aspettative, sui tuoi sogni, sulle tue illusioni.
Non sono l'uomo che avrei voluto
essere. Ho accettato tanti compromessi, ho chiuso gli occhi tante
volte, sono stato tradito e ho tradito.
Ma continuo a credere nelle persone e
nell'amore, continuo a pensare che ci sia altro oltre il sesso.
L'uomo che cade nasce per parlare
d'amore, tradimento, morte e rinascita. Non c'è nulla di scontato
nelle nostre esistenze, non sappiamo quanto tempo abbiamo a
disposizione, non conosciamo il senso della vita. È tutto troppo
grande, troppo veloce, troppo intenso.
Ho raccontato una storia d'amore,
quella di Federico e Marco, due persone molto diverse che si sono
trovate e poi perdute, ho raccontato la quotidianità, qualcosa che
potrebbe accadere a chiunque e l'ho fatto nell'unico modo che
conosco: la scrittura.
Provate a chiudere gli occhi,
immaginate come avreste voluto fosse davvero la vostra vita, e poi
riapriteli e cominciate a leggere.
Marino Buzzi
L'uomo che cade
2016, 220 p., brossura
€ 16
Mursia
Uscita prevista il 29 Settembre